La risposta a questa domanda è semplice: perché essendo un ambito privilegio (secondo me è un privilegio) è molto difficile che possa essere eliminato proprio da chi ne beneficia. Eppure, come saprete, c’è chi ha proposto a suo tempo di modificare il vitalizio in modo da renderlo più in inea con il normale sistema pensionistico.
Amesso quindi che ci sia un parlmantare pronto a sostenere a causa, come si può fare perché la proposta venga positivamente votata anche dagli altri (visto che non lo riescono a fare per un atto di sana coscienza italiana?).
Ecco la mia ricetta che può funzionare per molte altre proposte.
- E’ necessario avere una proposta molto puntuale, precisa e senza ramificazioni che possano dare modo di trovare la scusa per dire no (*).
- E’ necessario avere un parlamentare o un gruppo che la presenti.
- Bisogna fare una campagna di presentazione di questa proposta, alla quale la maggior parte degli italiani saranno concordi, per farla conoscere. Oggi abbiamo molti mezzi per farlo e creare il tam-tam.
- Quando è nota la data nella quale la proposta verrà presentata e votata, bisogna creare un “evento”, ovvero fare in modo che si crei attesa da parte dei cittadini per il risultato di quel giorno e nel contempo indicare ai cittadini il modo per comunicare ai politici il proprio desiderio (**).
- Se il risultato è negativo, indicare ai cittadini in che modo chiedere spiegazioni ai propri rappresentati.
Ci sono degli asterischi, se avete notato, ecco un piccolo approfondimento necessario.
(*) Divide et impera. Presentare una proposta che ha moltissime conseguenze è la strada giusta per farla bocciare. Ad esempio, se si presenta una proposta di eliminazione del vitalizio e si include in essa la retroattività (che ha delle conseguenze ad esempio in ricorsi), è facile dare un motivo per votare contrariamente. Se una proposta contiene 99 punti buoni e un solo punto controverso, è facile che venga bocciata. Questo va assolutamente evitato.
(**) E’ importante che per certe proposte la cittadinanza sia parte “attiva”, che ritorni ad essere in contatto con i politici e con la politica. Non per tutto, certo, uno stato e le sue leggi sono troppo complessi. Ma ci sono piccole decisioni che dovrebbe essere più supportate dal cittadino ed i politici dovrebbero avvalersi della sua opinione. Non solo: il cittadino deve parlare direttamente con i singoli politici della propria circoscrizione che oggi sono troppo mascherati dietro il proprio leader o le indicazioni del proprio partito.
Prendere in causa direttamente, chiedere conto direttamente è fondamentale, perché ogni politico ha un voto che vale tanto quanto quello dei capi di partito ed è un voto che rispecchia la parte di cittadini che rappresentano.
C’è qualche parlamentare con le palle che in questo periodo di tagli vuole riproporre il taglio del vitalizio? Noi siamo qui per aiutarlo a seguire i punti sopra e tirare in causa tutti i politici chiedendo loro conto del proprio voto.








novembre 14, 2011
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