Da un po’ di tempo se sente per radio, se non ricordo male, una pubblicità del governo italiano che invita tutti a pagare in modo onesto le tasse. Le tasse infatti sono la linfa vitale della amministrazione pubblica e senza denaro la stessa non può fare molto. E’ tutto corretto, le tasse vanno pagate.
La pubblicità, per essere precisi, dice che l’amministrazione pubblica non può essere efficiente senza il denaro delle tasse. E qui casca l’asino.
La parola efficienza sott’intende un uso perfetto delle risorse che si hanno a disposizione, senza sprechi. Ma tutti noi sappiamo benissimo che più denaro si mette in un ente più questo tende a sprecarlo. Ci sono ovviamente casi di alto virtuosismo, ma ci sono tantissimi casi che dimostrano quella affermazione.
Non ultima questa notizia sulla regione Sicilia se ve la sentite di leggerla.
E’ anche umano: se ho tanta acqua che arriva al mio mulino, che mi importa se la ruota dello stesso non è ben tenuta e lubrificata?
E’ quando il rigagnolo si stringe che si misura l’efficienza e, con questa, il buon lavoro e le capacità del mugnaio.
Ovviamente c’è da augurarsi che il rigagnolo non si asciughi, anzi che possa essere abbonadante, ma è in questi momenti che chi “sta fuori” deve misurare l’efficienza di chi “sta dentro” e prendere le giuste misure e contromisure.
D’altronde il controllo dei controllori non è forse compito del cittadino?
Bene allora iniziate dal vostro piccolo comune che, a causa del patto di stabilità, non può più spendere denaro: come lo sta investendo quello che ha? Compera cose inutili o lo sta dirigendo negli affari importanti? E come lo fa? Progetta bene i suoi lavori con cura e attenzione? Si prende la dovuta responsabilità se le cose non vanno come previsto (ed è umano, può capitare)?








settembre 18, 2011
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